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Commercializzazione carne sintetica negli USA

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Carne sintetica negli USA: che cos’è? come si produce?

Per capire come mai gli USA hanno approvato la commercializzazione della carne sintetica è prima necessario capire che cos’è: la carne sintetica, detta anche “artificiale” o clean meat in inglese, è a tutti gli effetti della carne animale, solo che invece di essere prodotta tramite l’allevamento è “coltivata” in laboratorio.

Tutto parte da un semplice concetto: se voglio ottenere una bistecca o un qualsiasi pezzo dell’animale (tessuti, muscoli, nervi) non serve allevare l’animale intero. Infatti, la produzione della carne sintetica avviene in laboratorio tramite la coltivazione cellulare: in pratica, vengono prelevate delle cellule di tessuto dall’animale tramite una piccola incisione (si parla di un procedimento paragonabile ad un prelievo in termini di sofferenza dell’animale e di quantità di campione prelevato) e, una volta ottenute, si passa alla loro “coltivazione”, e cioè, vengono nutrite e stimolate a moltiplicarsi fino a comporre il tessuto che ci interessa.

Il concetto di fondo è che, prelevando le cellule staminali dai tessuti è possibile indurle, tramite le tecniche di ingegneria genetica, a moltiplicarsi fino ad ottenere il pezzo di carne che ci interessa.

Per questo motivo il processo di produzione della carne sintetica è considerato cruelty free, ovvero, “senza violenza” recata all’animale perché, per produrre un pezzo di carne, è necessario prelevare da esso una piccolissima quantità di cellule che poi vanno “semplicemente” moltiplicate.

Il commercio di carne sintetica tra questioni etiche e ambientali

Questo elemento ha anche portato la discussione internazionale ad accostare il tema della carne sintetica alle questioni etiche e ambientali che girano intorno all’allevamento intensivo: da un lato la produzione della carne in laboratorio potrebbe limitare la crudeltà e la violenza sugli animali (non c’è bisogno né dell’uccisione dell’animale e nemmeno della sua macellazione), ma anche avere un impatto importante per quanto riguarda il l’effetto serra e le emissioni di CO2 nell’atmosfera, alle quali gli allevamenti intensivi contribuiscono non poco. Dall’altro lato però è essenziale ricordare che questo cambiamento non può avvenire senza una trasformazione alla base dell’industria alimentare, perché eliminare gli allevamenti significa eliminare anche delle aziende, attività e posti di lavoro.

La carne sintetica potrebbe essere uno strumento importante per la sostenibilità, tuttavia ha bisogno che, insieme alla sua introduzione nel mercato, ci sia un ripensamento e rimpiego in diversa direzione anche degli allevamenti.

Senza contare che, al giorno d’oggi, viste le modalità con cui la carne sintetica viene prodotta, non può avere un prezzo competitivo nel mercato, anche se, con l’avanzare della ricerca, sicuramente i costi si ridurranno di molto.

Gli USA hanno commercializzato la carne sintetica

La realtà della carne artificiale è già presente negli USA. A marzo di quest’anno l’azienda Good Meat ha ricevuto dalla FDA (Food and Drugs Administration) una lettera dove specificava che il loro metodo di produzione della carne sintetica (in particolare si parla di carne di pollo)is safe to sell in the United States. Tuttavia, per poterla commercializzare definitivamente era necessaria la “green light” anche dall’US Department of Agriculture, conferma arrivata mercoledì scorso.

All’azienda Good Meat si è affiancata anche Upside Foods e, dopo aver ricevuto la conferma per la commercializzazione da parte dell’USDA, hanno già cominciato la produzione della carne artificiale.

Per approfondimenti sulla carne sintetica, commercializzazione e produzione:

Che cos’è la carne sintetica?
La lettera dell’FDA a Good Meat
La conferma dell’USDA per la commercializzazione

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