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Il mirabile sistema posturale

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a cura del Dott. Sergio La Bella

Il sistema posturale è un complesso di funzioni che coinvolge l’apparato muscolo scheletrico, il sistema nervoso e gli stimoli che provengono dall’esterno e dall’interno dell’organismo.

Se solo consideriamo che la colonna vertebrale è un sistema composto da porzioni osteo articolari con un notevole grado di libertà, che viene mantenuto in equilibrio di forma e funzione attraverso l’azione coordinata di muscoli paravertebrali, possiamo immaginare la complessità del sistema.

La stazione eretta, acquisita filogeneticamente solo nel recente passato della storia evolutiva dei primati, obbliga al costante mantenimento della posizione dei due occhi equidistante dal suolo con continui aggiustamenti della posizione della testa, del rachide cervicale e dei muscoli estrinseci degli occhi.

La postura, sia pur a riposo, non è statica ed immutabile

Essa risente costantemente dell’intenzione all’azione, quindi si acconcia di conseguenza alla preparazione dell’azione futura. Infatti, non è immediato individuare una postura eretta “a riposo”. Essendo l’organismo umano un sistema “mobile” per definizione, è difficile per l’osservatore individuare con certezza l’autentica postura eretta di riposo e differenziarla dalla posa.

Per tal motivo, alcuni autori considerano i test diagnostici posturali non ripetibili, quindi con “scarsa oggettività”. Vi sono peraltro delle evidenze ricorrenti nelle osservazioni di molti autori che lasciano pensare che la postura sia, invece, una sorta d’identità del soggetto osservato che lo rappresenta in quel preciso momento fisico psichico, sia pure essa sia mutevole nel tempo e nelle circostanze.

È noto come, ad esempio, alcune malocclusioni dento scheletriche provochino una postura viziata del rachide cervicale (la cosiddetta sindrome della testa in avanti), così come alcuni stati psichici, come la depressione o l’entusiasmo, modifichino la postura di testa, petto e spalle (atteggiamento introverso o estroverso).

Cicatrici, lesioni muscolari o artralgie incidono per loro conto sulla postura abituale del corpo, anche a riposo. Deficit del sistema vestibolare dell’equilibrio modificano a loro volta la postura. Tutto ciò giustifica nella prassi clinica un’attenta valutazione della postura del soggetto, soprattutto quando questi si trovi in fase evolutiva di crescita.

Esami diagnostici che offrono oggettività allo studio della postura sono: il podoscopio, la pedana stabilometrica, lo scoliosometro (analizzatore posturale), la spinometria, come esami fotografici non invasivi, oltre la radiografia della colonna vertebrale, la tac ed altri più specifici.

È molto importante determinare lo stimolo maggiore che condiziona una postura alterata, distinguendo tra difetti strutturali e difetti funzionali o adattamenti posturali.

Molto spesso il permanere nel tempo di adattamenti funzionali si trasforma in difetti organici strutturati. Per la spinometria, ad esempio, il confronto tra postura di base, in posizione eretta, rilassata, con sguardo puntato all’orizzonte eseguito ad occhi aperti, con analogo esame eseguito ad occhi chiusi, può fornire delle informazioni preliminari preziose sull’influenza dello stimolo ‘vista’ sulla postura.

Il confronto tra postura di base e postura dopo decondizionamento occlusale (ossia dopo aver fatto camminare il paziente con dei cotoncini tra le arcate dentarie, deglutendo 2 o 3 volte) consente di valutare in prima battuta l’influenza dell’occlusione dentale sulla postura.

La ripetizione dell’esame con plantari può fornire informazioni circa la partecipazione del piede alla postura. Un’ulteriore interessante informazione ci viene dall’esame della dinamica della colonna vertebrale durante la deglutizione, attraverso un breve filmato.

È prudente non considerare il semplice esame strumentale come esaustivo per porre una diagnosi, ma sicuramente esso può fornire delle informazioni preliminari che possono indirizzare verso successivi e, se necessario, più invasivi esami.

Per quanto riguarda l’odontoiatra, trattamenti ortodontici, gnatologici, o protesici complessi, monitorati con esami posturali potranno offrire maggiori garanzie di efficacia sullo stato di salute generale del paziente.

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