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Il tocco esseno della Pace

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L’Isola di Pasqua: rubrica a cura di Marina D’Arcangelo

Antiche tecniche di guarigione da un popolo che aveva già compreso come utilizzare la vibrazione per l’armonia spirituale e il benessere fisico”

Il tocco esseno della Pace. Chiamati anche nazareni – Nazareth era un loro presidio molto importante – è il popolo da cui discende Gesù Cristo e che si presume vivesse vicino a Masada. Gli esseni erano contadini, frutticoltori e profondi conoscitori delle proprietà delle erbe, dei cristalli e della cromoterapia:  tecniche con cui curavano tutti coloro che richiedevano il loro aiuto. 

Un’eredità spirituale

Gli Esseni detenevano un’antica conoscenza, tramandata da Atlantide, portata in Palestina da Mosè e divulgata successivamente in Europa dagli egizi. Medici e guaritori, con leggi e tradizioni ortodosse, imponevano a chi desiderava entrare nella loro comunità delle iniziazioni che duravano fino a sette anni.

La loro era una stirpe reale, proveniente da una razza e cultura diversa da quella dei rabbini e farisei del Tempio di Gerusalemme. Convinti vegetariani, non facevano sacrifici a Dio e dedicavano molto del proprio tempo a ringraziarlo, attraverso le preghiere che rivolgevano agli Angeli, a cui erano particolarmente devoti. Si dice che si alzassero all’alba e andassero nei boschi a chiamare le energie angeliche, con le quali si intrattenevano in modo molto naturale. Non c’è che dire, loro ed io saremmo andati d’accordo. 

Gregg Braden, famoso geologo e spiritualista americano, sostiene che noi siamo coloro che “camminano tra i mondi”, i pionieri, ovvero, coloro che hanno un piede nella vecchia concezione del mondo e l’altro nel nuovo risveglio che conduce a ricordare chi siamo veramente. Si sta ristabilendo il contatto con gli angeli, con quelle energie elettromagnetiche che sono perfettamente consapevoli e vive intorno a noi. 

Si dice che il loro nome abbia una radice ebraica, hasidim, altri invece sostengono che il termine “esseni” derivi dall’aramaico asya (e cioè medico). Quello che di “ufficiale” si sa di loro ci viene tramandato dagli scritti di Plinio il Vecchio, Giuseppe Flavio, Filone Alessandrino e dai Rotoli di Qumran, ritrovati vicino al Mar Morto nel 1947. Questi antichi rotoli, decodificati dall’ebraico antico e dall’aramaico, sono stati divulgati solo parzialmente. Perché non lo sono stati interamente? Cosa contenevano?

Molti dei loro insegnamenti spirituali sono presenti in numerose religioni. In particolare, l’aspetto esoterico dell’insegnamento esseno era rappresentato dall’albero della vita e dalle comunioni con gli angeli chiamati energie elettromagnetiche della luce, dell’aria, della terra, dell’acqua e del se’.

Il pensiero esseno sosteneva anche che l’essere umano, in accordo con il proprio Dio interiore, custodisca un “progetto dell’anima” e che, aiutato dai propri angeli custodi, dalle guide e dai maestri, arriva sulla Terra per imparare ciò che si è prefisso, acquisendo integrità ed esperienza per crescere nella consapevolezza di un essere di luce.

Luce, suoni e oli essenziali

Per meglio conoscere la grande esperienza tramandata da questo popolo occorre risalire al tempo dei faraoni egizi Amhenotep IV e Akhenaton, della XVIII dinastia. Venuto sulla Terra con il preciso compito di divulgare alcune conoscenze sull’unico dio Aton, Akenathon si dedicò alla preparazione di un popolo che successivamente avrebbe per primo prodotto un cambiamento nella coscienza, iscritto nel DNA delle generazioni successive e che si sarebbe risvegliato a tempo debito. Il popolo in questione era quello degli esseni, portati successivamente in Palestina da Mose’, che alcuni sostengono essere stato Akenaton stesso. Ora, le terapie egizio-essene mettono in contatto profondo il terapeuta con il proprio paziente, dapprima attraverso il respiro, poi attraverso il tocco, il suono, l’uso degli oli essenziali, ma soprattutto l’ascolto del proprio divenire Uno con l’altro.

Per quanto la storia ufficiale non renda giusta memoria alla completezza degli studi condotti dai sacerdoti egizi sulla complessità della natura umana e della malattia, visitando i templi di questa grande civiltà, tra i quali Karnak e Luxor, si possono riconoscere numerosi segni della pratica quotidiana di quella Scienza Terapeutica. Gli stessi templi sono stati edificati in modo tale che linee di forza energetiche potessero indurre nell’organismo umano cure benefiche. Ogni tempio è stato costruito con un preciso intento terapeutico per riequilibrare l’organismo umano e riconnetterlo alla sua radice divina. La comunità essena fu l’erede e la depositaria di questo sapere. Essa portò avanti in modo sistematico il lavoro sull’uso terapeutico della luce, dei suoni e degli oli. I primi cristiani ripresero queste pratiche tramandate loro anche attraverso gli insegnamenti di Gesù, dei suoi discepoli e impararono, in modo particolare da Maria Maddalena, l’uso degli oli.

Tra scienza e coscienza

Il corpo fisico era considerato, a quel tempo, come la fase conclusiva del processo di densificazione di diversi corpi sottili e l’essere umano, fatto di corpo, anima e spirito, era considerato un’entità di natura sacra. Si riteneva che lo stato di salute fosse la condizione naturale ed il risultato di un armonioso fluire delle energie sottili nei corpi. Mentre, la disarmonia di questo flusso avrebbe portato allo squilibrio e alla interruzione della comunicazione tra le varie parti dell’essere, causando, nel lungo periodo, il malfunzionamento degli organi e in seguito la malattia.  In questo senso i suoni vocalizzati permettono un lavoro in profondità e favoriscono il miglioramento armonico dei differenti corpi energetici dell’essere (eterico, emozionale e mentale). Dimenticate per millenni, le pratiche terapeutiche egiziane e i metodi di guarigione esseni riemergono oggi più vitali che mai, offrendo la possibilità di approcciare in modo diverso e più ricco tanto la salute quanto la malattia, in un modo più che mai attuale.

Quando il terapeuta egiziano accoglieva il suo paziente spesso la prima domanda che gli veniva rivolta era: “Con chi o con che cosa sei in guerra?” Ai tempi del faraone Akhenaton, infatti, era evidente che la malattia nascondesse un conflitto interiore e che ogni guerra nascondesse una divisione con noi stessi che finiva per concretizzarsi. Pensiamoci, la prossima volta che insidiosamente, dirigeremo i nostri conflitti esteriori verso noi stessi.

Tecniche attuali 

Nel corso degli anni queste tradizioni sono state approfondite e adattate ai disagi più attuali dell’era moderna. L’essenza di queste pratiche è stata strutturata e trasmessa come un metodo di trattamento olistico e per riequilibrare spirito, anima e corpo.

Il tocco esseno della pace è l’evoluzione di una metodologia composta da sfioramenti molto delicati combinati con suoni vocalizzati dall’operatore e che servono ad incanalare le energie vibratorie che aiutano a sciogliere densità a livello fisico e cellulare, ma anche dei  corpi sottili. Viene considerata una terapia per l’anima allorché il corpo, che è il tempio che la ospita, si trovi in perfetto equilibrio con essa. Solo allora la nostra essenza riuscirà ad esprimersi anche attraverso la fisicità in maniera più fluida e concreta rispetto a quello che ognuno di noi è venuto a fare: raccogliere l’esperienza di questo mondo, su questo piano vibrazionale e incamerare tutte le informazioni che ha scelto di imparare, ma in modo più armonioso e nel totale rispetto del proprio intento di vita. Imparare quindi a guardarsi e guardare l’altro con uno sguardo diverso e ad entrare direttamente in contatto con la guarigione, scoprire nuovi aiuti alla pratica, integrando l’essere nelle sue molteplici dimensioni.

Il tocco esseno della Pace

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