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Lanerossi fuori dalla Coppa Italia

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Ai rigori al Menti passa il Rimini

Termina qui la Coppa Italia per il Lanerossi che va ai calci di rigore con il Rimini e poi ci pensa Ronaldo a farsi parare con i piedi il rigore dal portiere Colombo che porta la sua squadra alle semifinali di Coppa.

Una serata iniziata con una pioggia battente che inzuppa il campo quasi al limite della praticabilità specialmente nella fascia sotto le tribune e che mette in difficoltà tutti i 22 in campo sia nel controllo che nel passaggio che spesso e volentieri viene frenato dal terreno.

Un Lanerossi a caccia di una rivincita che possa riportare un po’ di serenità nell’ambiente e ulteriori cambi nella formazione che vede Confente in porta, De Maio con Laezza al entro della difesa e De Col a destra e Sandon a sinistra a formare una linea a quattro con Rossi in cabina di regia, Cavion e Proia ai suoi fianchi e Della Morte più largo a destra con Pellegrini al centro.

Campo difficilissimo dove tuttavia si erge in particolar modo Sandon che proprio dove si sta peggio trova anche la forza di controllare il pallone e cercare qualche uscita in più, ma trovare fraseggi e triangolazione risulta impresa ardua anche se il Vicenza ci prova, colleziona tre corner, tenta un tiro velleitario Cavion così come il riminese Langella. 

Ripresa senza pioggia e il terreno del Menti si drena subito e  ci provano i biancorossi con un doppio colpo di testa di Cavion e Pellegrini, poi Della Morte lavora un bel pallone sulla destra con cross dove non arriva Proia di un niente. Da parte riminese poca cosa con un Vicenza che comunque tenta di tenere il gioco per cercare una soluzione in area.

Ma visto che il gioco comunque ne risente da entrambe le parti ci pensa l’arbitro sig.  Andrea Calzavara ad ergersi da protagonista riuscendo ad estrarre in totale 10 cartellini gialli , due rossi per Fausto Rossi e mister Diana, un altro rosso per l’allenatore in seconda vicentino Baresi e per il preparatore atletico sempre vicentino Anitua ed infine ancora altro rosso per il riminese Gigli.

Oltre ai cartellini gialli già sventolati a De Maio e Cavion e ai riminesi Magelaitis e Semeraro l’arbitro giudica da rosso diretto un’entrata di Rossi con scivolata sul campo bagnato che il giocatore cerca anche di contenere e da qui la sequela di ulteriori cartellini rossi per la panchina vicentina e poi la serie di gialli ai riminesi finchè si arriva alla doppia ammonizione per Gigli che rimette in parità numerica le squadre, unico particolare che il Vicenza resta in 10 al 29’ del secondo tempo mentre il Rimini gioca in superiorità numerica fino  al 2’ del secondo tempo supplementare, nel calcio una vita.

La partita si incattivisce e iniziano i cambi anche se tutto sommato il Vicenza non solo regge bene l’uomo in meno ma tenta la conclusione con Pellegrini e poi con Ronaldo subentrato che direttamente dalla bandierina coglie il palo interno con pallone che carambola sul portiere Colombo , poi su un giocatore vicentino  e quindi fuori : anche qui un pizzico di fortuna non arriva mai. 

Si arriva ai tempi supplementari con il Rimini che tenta di spingere e un Vicenza che si difende con ordine e tenta anche la sortita con Ferrari anticipato di poco sul colpo di testa , poi un tiro del riminese Ubaldi con Confente che devia sul palo e alla fine i calci di rigore.

Inizia inaspettatamente De Maio che insacca con freddezza  con risposta altrettanto precisa di Ubaldi, poi Ronaldo decide per un tiro forte ma rasoterra a centro porta che il portiere Colombo respinge con i piedi, a seguire tutti vanno a rete e il Vicenza esce dalla Coppa.

Insomma è giunta un’altra tegola nel tribolato momento del Lanerossi Vicenza e adesso fari puntati su Trento dove i biancorossi saranno impegnati nell’ennesima battaglia per cercare di raddrizzare in qualche modo una barca che ha bisogno di fiducia  intanto, in attesa dell’ultima del girone di andata contro l’Alessandria in casa, per poi tirare i conti e pensare che, nel caso di confermata fiducia in mister Diana che ambiente e giocatori ormai li conosce bene, dovrà essere la squadra oggetto di qualche altro tipo di reimpasto, ad esempio qualche ricambio di campo là dove ce ne possa essere bisogno.

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