- Pubblicità -spot_img
HomeEventiArte e culturaOperaestate Festival: ultimo concerto dedicato ai Giovani Talenti

Operaestate Festival: ultimo concerto dedicato ai Giovani Talenti

- Pubblicità -spot_img

Ultimo appuntamento dedicato ai giovani al Chiostro del Museo Civico

Operaestate Festival prosegue con la musica classica oggi, martedì 22 agosto alle 21.00, al Chiostro del Museo Civico, (in caso di maltempo al CSC S. Bonaventura) con il quarto ed ultimo concerto dedicato ai Giovani Talenti, focus a cura di Giovanni Andrea Zanon, che vede in scena il pianista Filippo Gorini.

Un evento inserito nel cartellone di Operaestate Festival, il ricco programma estivo promosso dal Comune di Bassano insieme alle Città palcoscenico e realizzato grazie al contributo del Ministero della Cultura, la Regione del Veneto e la rete delle aziende inserite nel club Amici del Festival.

Pianista Filippo Gorini

Protagonista Filippo Gorini, vincitore del prestigioso “Premio Abbiati“ come miglior solista del 2022, affermandosi, a soli 27 anni, come uno dei più interessanti talenti della sua generazione. Vincitore di numerosi e prestigiosi concorsi internazionali, si è già esibito con grande consenso in alcune delle più prestigiose sale internazionali.

È stato lodato da Andrei Gavrilov come “un musicista con una combinazione di qualità artistiche rare: intelletto, temperamento, ot¬tima memoria, immaginazione vivida e grande controllo”.

Il concerto

Eseguirà due tra le massime opere di tutta la letteratura pianistica: la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109, la prima del gruppo delle ultime tre di Beethoven, ove si definisce il suo cosiddetto terzo stile: assoluta libertà fantastica, abbandono di ogni residuo gesto drammatico, liberazione da ogni passione contingente, e intensa contemplazione. Tre i movimenti: un ondeggiante e carezzevole Vivace ma non troppo, un fantastico Prestissimo e un Andante molto cantabile ed espressivo che nel corso di sei successive Variazioni, viene gradatamente dissolto e sublimato, avvolto in una sublime luce trasfiguratrice.

Anche la Sonata D.959 in la maggiore di Schubert fa parte del gruppo delle ultime tre che il compositore scrisse nel suo ultimo anno di vita. Rimangono tra le massime opere di tutta la lettera¬tura pianistica, di una grande semplicità d’invenzione, e di una assoluta purezza lirica in cui si manifesta il vero carat¬tere distintivo del romanticismo schubertiano. Quattro i movimenti della sonata: un Allegro iniziale, caratterizzato da un lungo e lento sviluppo dei soggetti melodici, un conciso Andantino in fa diesis minore, considerato una delle pagine più sconvolgenti dell’intera produzione schubertiana, un Allegro vivace, pervaso dallo spirito delle danze popolari austriache, e infine un Allegretto in forma di Rondò, il cui brioso refrain è un ultimo sprazzo della felice giovinezza ormai perduta.

Un concerto da non perdere all’insegna della grande musica, con un giovane musicista apprezzato in tutto il mondo.

- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img
Rilevanti
- Pubblicità -spot_img
Ultime News
- Pubblicità -spot_img