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Solstizio d’Estate un rinnovamento

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Silloge: rubrica a cura di Malkhut

Solstizio d’Estate un rinnovamento. Siamo giunti all’estate che è stata scandita dal Solstizio d’Estate che, pur con linguaggi diversi, è al pari di quello d’Inverno un richiamo al rinnovamento.

Le feste solstiziali si trovano già in civiltà antichissime, come, per esempio, quella babilonese, o in quelle con forti connotati della religione dell’antica Grecia, così come con il passare dei secoli hanno trovato tra i Romani momenti di grande rilievo indicando le due porte degli Inferi, quella degli uomini a dicembre e quella degli dei a giugno facendo riferimento alla mitica figura di Giano bifronte, ma è nel Medioevo che trova forza il riferimento ai due Giovanni, l’Evangelista e il Battista.

Il Solstizio è la festa del trionfo del sole di giugno che, non a caso, viene ricordato con il fuoco in moltissime civiltà di tradizione agreste, basti ricordare i falò che si accendono ancor oggi in molte campagne nella notte, o le processioni per i campi con le torce accese e le ruote infuocate che venivano fatte rotolare giù per i pendii.

Questa festa si trova in molte parti del mondo con una serie di tradizioni popolari legate al solstizio d’estate, come nell’Isola di Man dove la notte del solstizio si accendevano dei falò sottovento in modo che il fumo passasse sul grano, o in Irlanda dove si faceva passare il bestiame attraverso il fuoco e si gettavano le ceneri sui campi per fertilizzarli.

Pensate che in Africa settentrionale i Berberi sono soliti accendere, durante la festa del solstizio detta “ànsara”, fuochi che producono un fumo denso; o, ancora, gli indiani Soux che celebravano il Sole con delle danze. Insomma, nel corso dei secoli è stata fatta aleggiare sulle note del solstizio l’aria del mistero e della magia associandolo alla presenza di streghe e demoni o alle situazioni idilliache di cui parlavano anche gli antichi romani. 

Queste concezioni ebbero un grande seguito presso i Celti fino ad arrivare ad altre popolazioni del medioevo.

E’ una notte singolare e magica quella del solstizio d’estate, nella quale si possono sentire animali che parlano con la lingua degli uomini e nella quale visibile ed invisibile si compenetrano facendo accadere l’impensabile, come narra William Shakespeare nella sua commedia “Sogno di una notte di mezza estate” che si svolge durante il Solstizio.

Questa notte di fine giugno, quella di San Giovanni, è il momento in cui si acquista quella che è definita la verità del lavoro compiuto nel corso dell’anno, dove si traggono le somme per capire se l’anno appena trascorso ha vissuto o meno un buon lavoro. è il momento del raccolto ed è quest’ultimo che fa da giudice, le parole non servono più e si pesa ciò che è stato fatto traendone le conclusioni.

In questa notte misteriosa in cui realtà e sogno si confondono, alla fine è la realtà più vera a scandire ciò che è stato, nel bene e nel male, ma anche ciò che potrà essere.

Come si diceva, si è data grande attenzione nel Medioevo al solstizio d’estate e, ora, proveremo ad analizzare (o visionare) alcune caratteristiche dei grandi monumenti costruiti in quell’epoca: le Cattedrali gotiche.

Queste cattedrali venivano costruite scegliendo con cura i vari materiali. Un particolare riguardo veniva dato alle vetrate, in cui venivano amalgamati elementi, che creassero effetti particolari sui partecipanti ai vari riti. Avevano lo scopo di convogliare l’energia per sollecitare quella di coloro che partecipavano a determinate cerimonie sacre.

Queste Chiese, come gli antichi templi pagani (Tholos di Epidauro) venivano edificate per essere degli acceleratori di energie, che aumentavano o diminuivano d’intensità, seguendo il movimento delle stagioni e degli astri di riferimento ed, in particolare, dei solstizi.

Fin dai tempi più remoti i solstizi segnavano infatti cambi importanti delle stagioni dell’anno: i momenti della semina e del raccolto, riti sociali rilevanti come le feste di San Giovanni Battista Il 21 giugno (solstizio d’estate) e di San Giovanni l’Evangelista il 21 dicembre (solstizio d’inverno).

In tutte le chiese e templi consacrati, al tempo dei solstizi si attiva un’energia molto più intensa che negli altri periodi dell’anno. In queste particolari date il Sole si trova nel punto più lontano dall’equatore, nel corso del suo cammino apparente intorno alla Terra, che gli astronomi chiamano “ellittica”.

Gli antichi si erano accorti che in queste particolari date il sole arrestava il Suo movimento progressivo, che lo faceva sorgere “in punti successivi” dell’orizzonte ed in questi particolari giorni “si fermava” e “cambiava direzione”.

PARIS, FRANCE – AUGUST 24, 2016 : Interior of ancient cathedral Notre Dame de Paris, France

Si pensi alla Cappella di San Galgano, in cui all’alba del 22 giugno si forma un cerchio di luce proiettato dal lato opposto da una finestrella stretta e di forma rettangolare o alla Chiesa napoletana di S. Giovanni a Carbonara, in cui il 23 giugno a mezzogiorno il sole, entrando da una finestrella, va a colpire il volto di un Cristo deposto, in bassorilievo sotto l’altare.

Così come nella Cattedrale di Sainte Madeleine a Vezelay, dove ogni 23 giugno, a mezzogiorno, la luce del sole filtra all’interno della Chiesa attraverso certi spioncini orientati in modo particolare e sette macchie di luce appaiono sul pavimento o ancora alla più famosa Cattedrale di Chartres in cui, sempre a mezzogiorno del solstizio d’estate, un raggio di sole passa attraverso una vetrata colorata dedicata a Saint Apolinaire e si rifrange contro una pietra sul pavimento con incisa “una piuma”, come quella che, nelle raffigurazioni egizie, è posta su un piatto della bilancia.

I costruttori delle Cattedrali, come quelli delle Piramidi e dei Templi dell’antichità, hanno sempre considerato i solstizi come momenti speciali in cui si apriva la “comunicazione con l’altro lato”.

Non è un caso che si considerino come “i momenti” di apertura delle “Porte”. Si riteneva infatti che al solstizio di giugno si aprissero “le porte per gli esseri umani” permettendo loro di accedere ai cieli mentre, al solstizio di dicembre, è associata l’apertura delle “le porte per gli Esseri Divini” he potevano così discendere sulla Terra.

Solstizio d’Estate un rinnovamento.

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