HomeLe nostre rubricheArte e culturaTempo di Leggere: Malinverno

Tempo di Leggere: Malinverno

- Pubblicità -spot_img

di Domenico Dara

Vi proponiamo un libro di Domenico Dara. Scrittore ed insegnante, nato a Catanzaro nel 1971 dopo aver conseguito la laurea alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa con una tesi su Cesare Pavese, si divide tra Valbrona e Milano.

Domenico Dara: esordisce nel 2014 con “Breve trattato sulle coincidenze” finalista al Premio Italo Calvino e vincitore del Premio Città di Como come esordiente e del Premio Leonida Repaci.
Con il suo secondo romanzo “Appunti di meccanica celeste” vince la XLI edizione del Premio Stresa nel 2017. Nel 2020 esce il suo ultimo romanzo “Malinverno”.

Proprio di questo oggi vi vogliamo parlare. Malinverno è un romanzo poetico, agrodolce e a tratti vi farà sorridere con una punta di malinconia.


Siamo a Timpamara dove sorge la più antica cartiera della regione. Venduta dal primo proprietario ad un industriale caparbio, che la amplia con un maceratoio dove la maggior parte dei paesani iniziarono a lavorare, sarà il motivo per cui Timpamara verrà conosciuta poi come la città della carta.
Alfonso Malinverno, detto lo Zoppo, è il protagonista di questa storia. Gli verrà proposto di gestire l’unica biblioteca del paese e, da quel momento, sarà conosciuto come “il bibliotecario”. Oltre alle solite mansioni, di tutti i bibliotecari del mondo, Malinverno ne ha un’altra che ama più di tutte: andare ogni venerdì al macero della cartiera, a cercare libri che possano ancora tornare in circolazione.
Ben presto però, alla funzione di bibliotecario, si aggiungerà quella di custode del cimitero, dopo che il suo predecessore Graziano, a seguito di un infortunio, non potrà più proseguire il suo lavoro.
Così, dividendosi tra la biblioteca e il campo santo, Malinverno passa le sue giornate altalenando la sua presenza tra libri, funerali e viceversa.

Con il tempo inizierà a conoscere il cimitero in lungo e in largo e ben presto la sua attenzione verrà attirata da una lapide consunta dove si trova solo la foto di una donna dai capelli neri, gli occhi neri e blu, e un paio di pendenti luminosi. Da quel momento Malinverno non riuscirà più a
non pensare a lei e, mentre legge Madame Bovary, la protagonista avrà, per lui, le sue fattezze fino a trascriverne il nome, Emma Rouault in Bovary, sulla lapide.
Un giorno, inaspettatamente, Malinverno vedrà una donna davanti a quella lapide. Una donna molto simile alla donna della foto. Ne resta folgorato e cercherà di conoscerla. Proprio questo incontro stravolgerà la sua vita e non solo.

Un romanzo dolcissimo, dove il protagonista vi farà respirare il profumo della carta, la fatica del quotidiano, l’ebbrezza dell’innamoramento, le profonde pieghe dell’animo umano.
Non potrete non amarlo e vi nascerà nel cuore la sottile speranza che da qualche parte ci sia un paese come Timpamara con un bibliotecario e custode di cimitero come Alfonso Malinverno.

- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img
Rilevanti
- Pubblicità -spot_img
Ultime News
- Pubblicità -spot_img