- Pubblicità -spot_img
HomeLe nostre rubricheTra scienza e paranormale: cosa sono i fantasmi?

Tra scienza e paranormale: cosa sono i fantasmi?

- Pubblicità -spot_img

L’Isola di Pasqua: rubrica a cura di Marina D’Arcangelo

Elettroni, neutroni ed ectoplasma, in poche parole energia psicocinetica

Durante l’età vittoriana moltissimi intellettuali, scienziati e filosofi si interessarono alla “ricerca psichica”, ovvero allo studio di fenomeni paranormali come la telepatia, la telecinesi, lo spiritismo e la chiaroveggenza, a ridosso del confine che separa il mondo dei vivi da quello dei morti, alla costante ricerca di una prova scientifica della vita oltre la morte.

Alla fine del XIX secolo, i fenomeni paranormali erano correntemente studiati e dibattuti dagli scienziati più rinomati (l’astronomo Camille Flammarion, i fisici William Crook e Oliver Lodge, il premio Nobel Charles Richet, Pierre e Marie Curie, …). I dibattiti erano intensi e di alto livello. I loro lavori erano generalmente pubblicati sulle riviste più prestigiose e  questo campo di studio fu chiamato “Metapsichico”, eppure oggi le questioni che furono sollevate sono completamente ignorate dalla comunità scientifica. 

In effetti però il dibattito non è stato mai chiuso. Questa attitudine ha condotto ad una proliferazione della letteratura e di programmi di scarso livello, una situazione, questa,  che fu predetta, dai  teorici che studiarono il sonnambulismo magnetico e che  pensavano che rifiutandosi d’integrare nel pensiero razionale l’alta gamma dei fatti singolari verificatisi durante gli esperimenti si rischiava di provocare un ritorno alla superstizione, suscitando il riapparire degli angeli e degli spiriti, andando così incontro ad una situazione grottesca. È esattamente ciò che accadde.

Riassumendo, l’idea consiste nel fatto che lo studio del paranormale è totalmente ignorato e rigettato favorendo la proliferazione di credenze irrazionali.

In effetti è da sempre e in ogni cultura che l’uomo “crede” nei fantasmi e qualcuno, oggi, cerca di dimostrarne l’esistenza, non più con esperimenti medianici o sedute spiritiche, ma con l’ausilio della fisica in una moltitudine di esperimenti conclusisi perfino con successo. Superfluo dire che, data la non riproducibilità del risultato, la scienza ufficiale non ha mai trovato prove certe di queste “entità” e a chi chiede un’evidenza, una prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi ovviamente non si può dare risposta.

In questa rubrica però partiamo sempre dall’assunto che ogni essere umano è fatto di campi energetici e magnetici, che semplicemente non si dissolvono con la sua morte, così, se volessimo introdurre l’argomento “fantasmi” da un punto di vista scientifico dovremmo dire subito che noi esseri umani vediamo  solo il 5% di ciò che compone l’universo, questo significa che per forza di cose siamo immersi in un 95% di cui ignoriamo l’esistenza.

Tra scienza e paranormale: che cosa sono i fantasmi?
Tra scienza e paranormale: cosa sono i fantasmi

Esperimenti

Dal 1993 al 1998, a Scole, un villaggio della Contea di Norfolk in Inghilterra, furono condotti oltre 500 esperimenti sulla comunicazione medianica con intelligenze incorporee e fenomeni di materializzazione.

Gli esperimenti scientifici furono presieduti dal Prof. David Fontana, dal Prof. Arthur Ellison e Montague Keen e ad altri ricercatori di alto livello, utilizzando le facoltà dei medium Robin e Sandra Foy, Alan e Diana Bennett. Gli esperimenti furono ripetuti con successo negli Stati Uniti, in Irlanda e in Spagna. Negli Stati Uniti prese parte un gran numero di scienziati della NASA, dell’Istituto Noetics Science e dell’Università di Stanford.

Sugli esperimenti è disponibile un’accurata relazione scientifica di 300 pagine sulla cui conclusione si legge: “Nessuno dei nostri critici è stato in grado di individuare un solo caso di frode o inganno”. Secondo il rapporto, davanti ai ricercatori furono materializzate persone, che gli sperimentatori poterono toccare con le loro mani e una cinquantina di oggetti. Uno dei fenomeni più interessanti riguardò quello dei globi di luce che volteggiavano nella stanza in modo intelligente, rispondendo alle richieste dei presenti, lasciando delle scie luminose e dando vita a complesse coreografie.

I globi di luce attraversavano oggetti solidi e quando entravano dentro le persone si verificava una guarigione. Tutti i testimoni affermarono che era impossibile che le luci potessero essere state in alcun modo manipolate fisicamente in maniera fraudolenta. Si verificarono fenomeni di levitazione e di voci che rispondevano ai presenti, dando informazioni personali per dimostrare la loro autenticità. I fenomeni vennero registrati, fotografati e filmati.

Tecnologia al servizio della ricerca sul paranormale

Oggigiorno, grazie ad alcuni progressi tecnologici, riusciamo ad indagare leggermente oltre il nostro campo visivo grazie a videocamere ad infrarossi, termocamere e strumentazioni biometriche, oltre ad un’altra vasta gamma di strumenti che ci permettono,  secondo un ben preciso modus operandi, di raccogliere materiale utile allo studio del fenomeno.

La metafonia, ad esempio, è una metodologia di comunicazione, anche detta psicofonia e transcomunicazione strumentale, che riguarda la manifestazione di voci di origine apparentemente non umana in registrazioni, ricezioni o amplificazioni tramite strumentazione elettronica. Secondo i suoi sostenitori, si tratta di un fenomeno che permetterebbe di entrare in contatto con i defunti e l’aldilà, o comunque con una dimensione diversa dal piano fisico, permettendo un contatto con entità intelligenti di origine ignota, che interagirebbero attivamente alle domande che vengono poste, ma tra app scaricabili da chiunque che affermano di poter registrare attività paranormali e millantatori di ogni sorta, il fenomeno è spesso, purtroppo, ridicolizzato.

Gli stati della materia

I cinque stadi della materia attualmente noti alla scienza: il condensato di Bose-Einstein, lo stato solido, lo stato liquido, lo stato gassoso e  il plasma.

Proviamo ad ipotizzare che questi fenomeni appartengano ad un sesto stato della materia, sebbene non ancora noto alla scienza, voi cosa ne pensereste? Sarebbe coerente con il fatto che queste “presenze” siano accompagnate spesso da punti freddi rilevabili anche con termometri digitali e che interagirebbero anche con l’aria circostante, oltre a generare dei piccoli e occasionai campi elettromagnetici che possono essere rilevati.  Secondo Peter Underwood e Il prof. Hermann Wilkins dell’Università dell’Ohio, grazie a particolari situazioni ambientali, si potrebbe creare una sorta di “buco nella luce” che renderebbe possibile vedere il passato per pochi istanti, come se si creasse un varco spaziotemporale. Questo spiegherebbe perché luoghi ricchi di storia e di vicende significative sono spesso teatro di questo tipo di “anomalia”.

Dai Ghostbuster alla ricerca scientifica

I campi elettromagnetici sono alla base del sistema di rilevazione usato dai Ghostbusters, che trova nel P.K.E. meter (letteralmente: misuratore di energia psicocinetica) il suo manufatto più noto. Tutto coerente: se i fantasmi sono fatti di quel tipo di energia, tanto vale misurarla direttamente per scovarli.

La cosa curiosa è che anche i cacciatori di fantasmi realmente in attività usano dispositivi di questo tipo.

Il che – posto che la scienza non riconosce l’esistenza dei fantasmi – potrebbe avere un senso. È stato provato in laboratorio che forti campi elettrici o magnetici possono provocare nei soggetti umani la visione di lampi di luce o fosfeni. Se qualcuno dice di vedere uno spirito, una condizione di questo tipo potrebbe spiegare il fenomeno: giusto allora fare le opportune misurazioni. A proposito, lo psicologo canadese Michael Persinger è arrivato addirittura a sostenere che l’applicazione di campi magnetici ai lobi temporali possa indurre un soggetto all’estasi mistica. Questa teoria ha portato alla creazione di un fantomatico God Helmet, un casco progettato proprio per stimolare stati di percezione alterata a sfondo religioso.

[Ray, quando qualcuno ti chiede se sei un dio, tu gli devi dire sì!”.]

Sul territorio: I Ghost Hunter Padova

Non si sentono acchiappafantasmi, non hanno raggi protonici e non incrociano i flussi [cit.], piuttosto relazionano, attraverso post e video su youtube,  di quanto il team ha trovato, filmato, fotografato e registrato nel corso del tempo, fornendo al pubblico tutti i dati oggettivi ricavati in anni di analisi castelli, fortini e antichi casolari esaminati.

Il frutto della ricerca che l’Associazione ha compiuto esclusivamente a titolo gratuito, per motivi di studio e di approfondimento, unicamente mossa dalla sola passione verso il mondo del paranormale,  è un vero e proprio viaggio alla scoperta di ciò che c’è di più inspiegabile

Il team mantiene di base un atteggiamento scettico nei confronti di un possibile fenomeno anomalo, giudicandolo interessante solo quando il suo rilevamento non abbia subito l’influenza di fonti inquinanti o non sia stato determinato da fattori riconducibili a leggi fisiche spiegabili: solo allora viene considerato come paranormale. Inoltre un altro obiettivo è quello di riscoprire miti, leggende e misteri legati al nostro territorio e spesso dimenticati: un patrimonio immateriale da preservare e da tramandare alle nuove generazioni; una sorta di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale del territorio, una memoria collettiva che torna a vivere. Tutte le indagini che il team ha svolto sono consultabili sul sito www.ghosthuntepadova.com, e sebbene sperare e credere in una vita oltre la vita sia  spesso solo un modo per fuggire all’idea della fine, molte cose appaiono sconcertanti anche ai più scettici.

Ora avete a disposizione tutto ciò che vi occorre per credere nei fantasmi e tutto ciò che vi occorre per essere scettici al riguardo.

E se vi capiterà di sentire un brivido lungo la schiena, ricordatevi del sottotitolo dell’articolo: è scienza, non superstizione.

- Pubblicità -spot_img
- Pubblicità -spot_img
Rilevanti
- Pubblicità -spot_img
Ultime News
- Pubblicità -spot_img