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Vittorio Sgarbi presenta il capolavoro di Bellini nella Chiesa di Santa Corona a Vicenza

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«Uno fra i dipinti più belli che si possano ammirare in Italia».

Così Vittorio Sgarbi ha definito “Il Battesimo di Cristo”, la pala di Giovanni Bellini conservata nella Chiesa di Santa Corona a Vicenza nell’incontro pubblico dedicato dal Comune di Vicenza e dal consorzio “Vicenza è”, al capolavoro del Bellini realizzato tra il 1500 e il 1502 e recentemente restaurato.

Presenti il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, ben 4 ex sindaci della città e il Presidente del consorzio “Vicenza è” Vladimiro Riva, si è anche focalizzato sull’obiettivo è mettere in campo una serie di iniziative, sostenute anche attraverso il Funt, il Fondo Unico Nazionale per il turismo, per trasformare “Il Battesimo di Cristo” in un vero e proprio attrattore turistico, capace di richiamare visitatori. 

Un percorso che prevede, tra le altre attività, la formazione degli operatori turistici del territorio, il coinvolgimento dei tour operator e della stampa specializzata in turismo culturale, in Italia e all’estero, la produzione di materiali divulgativi tradizionali e innovativi.
Il progetto sulla pala del Bellini, peraltro, si inserisce in un più ampio programma di promozione e valorizzazione culturale e turistica di Vicenza, gioiello del Rinascimento, che può far leva anche su altri capolavori assoluti, come le preziose opere palladiane e la grande pala della Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese, nel refettorio Santuario di Monte Berico.

Sgarbi dopo aver sottolineato che Vicenza è la prima città italiana per l’architettura che ha avuto come apripista Goethe che qui assistette esterefatto a una assemblea dell’Accademia Olimpica, ha esordito definendo questa pala del Bellini il quadro della vita più di quanto il quadro stesso possa rappresentare per la sua visione ampia e appunto olimpica  legata al rapporto tra Dio e la natura. Questo dipinto si può forse considerare un ex voto commissionato da Battista Graziano Gazzadori che era partito da Vicenza per un pellegrinaggio a Gerusalemme dopo la morte dei figli e ,tornato sano e salvo, come si evince dal verbo “Sospes” contenuto nella lapide commemorativa , mantiene la sua promessa di dedicare alla sua città il monumento a San Giovanni Battista come “Cultui Divino” enunciato nelle due lapidi laterali

Sgarbi fa notare che il Giordano, dove si svolge la scena , ha un’aria di casa nostra che per una intuizione di Neri Pozza, sembra rappresentare il lago di Fimon con le sue colline a far da sfondo.

Il dipinto è un tempio nel tempio così come è contenuto tra colonne e capitelli che con il primo restauro sono stati riportati all’azzurro, all’oro dei bassorilievi, al porfido con i quali sono decorati l’altare. Bellini ha dipinto dove la potenza non è comunque quella architettonica ma una natura di grande semplicità con le colline che circondano il lago di Fimon, le rocce carsiche che danno la sensazione della pietra tenera, quale quella di Barbarano e di Nanto, scavata e attraversata da una serie ammaccamenti.

Tra le figure c’è uno sguardo importante, quello di Giovanni Battista che è fisso verso il Cristo nel dargli il battesimo, lo sguardo di Cristo che guarda l’umanità, mentre gli angeli guardano il Cristo tenendogli gli indumenti tra cui spicca un manto rosso

E poi il pappagallo appena sotto i piedi di San Giovanni Battista, rosso che sembra far rima con la veste di Cristo, che richiama ad un animale esotico evidentemente visto dal Gazzadori nel suo viaggio a Gerusalemme e quindi un omaggio che il Bellini fa al committente.

Quello che appare nel complesso del dipinto è che non c’è nessuna rapporto con la potenza ed il lusso dell’architettura che lo contiene e questo serve a far capire che il dipinto è importante perchè vive nella sua potenza della natura.

Insomma, termina Sgarbi, vi sono contenuti tutti gli elementi della natura, dall’acqua cristallina che immergono i piedi di Cristo, all’aria che si sviluppa con lo sfondo che si perde nelle colline, al fuoco dato dal rosso delle vesti di Cristo, alla terra dimensionata con semplicità e forza con le rocce ove poggia il Battista.

Questi dipinto non è soltanto il capolavoro di un grande pittore veneziano ma è una parte fondamentale della storia di Vicenza con la sua capacità di coniugare il voto del pellegrino Gazzadori che torna “sospes”, sano e salvo, nella sua città.

Vittorio Sgarbi presenta il capolavoro di Bellini nella Chiesa di Santa Corona a Vicenza

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