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Welcome to Pier 17!

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A cura di Mike Flanigan

Welcome to Pier 17! Benvenuti al molo 17. Condurre una rubrica di esperienze, viaggi e emozioni è una novità per me, almeno in forma scritta. Dover definirla con un titolo e avere nello stesso tempo una possibilità di movimento e flessibilità di manovra sono il motivo per cui ho scelto di chiamare questo spazio “PIER 17”: può rappresentare il luogo dove il viaggio ha inizio e soprattutto perché è il luogo di fusione del nuovo con l’antico ovvero il realizzarsi della vita. 

Pier 17 – Viaggi esperienze ed emozioni. 

Nei pressi della punta a sud est dell’isola di Manhattan, vicino e parte del mercato ittico di Fulton Street e terminale della South Street Seaport, affacciato sull’East River, a New York, c’è il Pier 17, il molo 17 una estensione della terraferma posizionato tra il distretto finanziario, il Financial District ed il ponte di Brooklyn. 

Dal pontile una vista indimenticabile dei ponti e della skyline più famosa e conosciuta del mondo. Un luogo dove il nuovo ed il fascino dell’antico, relativamente antico, secondo i canoni europei forse un più recente passato, si incontrano, ma proprio per questo contrasto è un luogo che assume un aspetto estremamente significativo. Luogo deputato sempre a svariate attività socializzanti e dove si può veramente solo ‘hang out’ – starsene a spasso, mangiare un boccone, ascoltare della musica, essere immersi al centro di New York. Molo 17, come ogni ‘pier’ che si rispetti porta un numero identificativo progressivo, il 17 appunto, è un attracco di navi nuove e modernissime o di velieri, è un luogo di partenza ma anche una destinazione. Testimone di attimi di vita, scandita da momenti importanti e salienti, dal susseguirsi delle emozioni e di quello che queste creano, reali e a volte solo nell’immaginario personale.

Il 17 non è un numero ritenuto sfortunato negli States, lo è di più il 13, pensate che in alcuni edifici non viene neanche utilizzato, anzi saltato di brutto, per esempio nei pannelli di controllo degli ascensori, dove viene letteralmente escluso saltando dal 12° al 14° piano. Il 13 non compare nella tradizione e richiama la sfortuna, per chi ci crede.  

Siccome questo è il numero ‘zero’ scuserete il mio essermi spero brevemente dilungato sull’argomento di presentazione, ma spero di essere riuscito nell’intento.  

Utilizzerò questo spazio per parlare di alcune passioni, di una in particolare: la musica, condividendo idee, viaggi anche solo della mente ed esperienze dal mio punto di vista, senza la pretesa di essere un esperto ed un profondo conoscitore, riconosco che non si è mai finito di conoscere e “più conosci e più sono certo di non sapere”. Certo qualcosa ho ascoltato ma non è mai abbastanza.

Ci sono anche altre passioni che in tempi diversi mi hanno preso ed affascinato ma mi auguro di avere il tempo ed ancora lo spazio per poterne parlare, anzi descrivere.

Abbiamo la fortuna al giorno d’oggi di possedere ogni tipo di materiale e testimonianze di vario genere, visibili e invisibili (solo audio) da cui attingere magari considerando la possibilità di condividere, anche a distanza, di dialogare e scambiarci opinioni diverse. Cercheremo di raccontare delle storie.

Pronti? Via si parte.

Uno dei luoghi da sempre deputati a far conoscere la musica è la strada, non esiste solo la musica da strada e lungi da me il fatto di voler sminuire altri luoghi dove la creatività, dove quest’arte, che non tradisce mai, si manifesta, anzi.

La strada, ‘on the road’, è il luogo dove puoi manifestare la tua passione, dove ti potrai realizzare, a dimostrare che sei capace e a celebrare uno stile di vita. La strada è viva, esperienza, viaggio, libertà.  

Avanti a tutti i costi, a qualsiasi prezzo, senza limiti e mettendosi veramente in gioco.   

Il fenomeno, vivo ed attuale, di chi è partito dalla strada, dall’essere ‘Busker’, suonatore di strada appunto, a stella lucente e di successo del firmamento musicale lo abbiamo tutti presente nel percoso dei Måneskin.  

Realmente partiti dalla strada, hanno percorso tutto il percorribile per vivere il loro sogno e ci sono riusciti. Fortunati, certamente sì, ma con una carica energica ed esplosiva, dirompente.

Dal rock spiccio e sfrontato, hanno occupato una nicchia nel mondo dell’industria musicale, di cui questo mondo aveva bisogno. Rock and Roll moderno ed a tutto tondo, una magica forza d’urto e rara capacità di performance.

Se dovessi abbinarci un vino?

Qui facciamo eventualmente dello ‘spoiler’ su altri argomenti di cui tratteremo, direi un Sangiovese in purezza, giovane, quasi precoce, in evoluzione con dei tannini ancora graffianti ma con una spalla di acidità che promette un futuro con prospettive di evoluzione verso l’eccellenza. Sono giovani e dovranno tenere la barra a dritta e potrebbero diventare un ‘Brunello di Montalcino’, il percorso è solo iniziato. 

Sfrontati, eccessivi?

Non credo proprio, da sempre il ‘rock and roll’ è stato un susseguirsi di momenti di forza espressiva, il rocker, per ‘default’, deve essere eccessivo e loro lo manifestano appieno.

Con la  loro magnetica capacità attrattiva, hanno diffuso tutto quello che sanno fare e fanno molto bene. Possono non piacere per svariati motivi e gusti diversi, ma non possiamo sminuirne le potenzialità, hanno tutto il bagaglio  ‘della strada’ alle loro spalle.

Dall’Euro Festival agli States, dalla strada a essere ‘the opening act’ per i Rolling Stones, ai concerti ‘sold out’.

Un fenomeno di cui tutti hanno parlato e di cui tutti parleranno ancora per molto tempo. Non credo che tutti abbiano fatto a gara per accaparrarsi la loro presenza, nei salotti, in radio e tv in tutti gli Usa, solo per la grande capacità dei loro promoter e l’instancabile lavoro che viene fatto dietro le quinte per organizzarne i tour promozionali. C’è qualcosa di magico, di artistico, che profuma di immortale, che nasce dal loro essere e dalla presenza che manifestano sul palco. Ho scritto che profuma di immortale, ma è una essenza al suo inizio di espressione che deve essere mantenuta ed elaborata.

In questo caso, siamo alla puntata zero, non mi sento di raccomandarvi niente se non di andare a zonzo per il web e cliccare ed ascoltare tutto quello che c’è e li riguarda, il loro nome da solo apre scenari e situazioni le più diverse: le interviste, i concerti e tutto quello che l’industria e la comunicazione, il buffet del web ci propone. 

Buon divertimento! Welcome to Pier 17!

Dovevo iniziare da qualche parte e sono partito da qua. Il viaggio è iniziato.

Alla prossima.

Mike Flanigan

68 anni, si considera ormai autoctono sebbene sia difficile credergli, vista la sua storia, passato di Speaker quando la radio indipendente era gli inizi, PA (public announcer)  per 38 anni al Menti di Vicenza.

Marketing, Export una vita di viaggi e promozione delle merceologie più disparate.

Sommelier e appassionato di Musica e di altri interessi, non necessariamente in questo ordine di importanza.

Welcome to Pier 17!

A rubrica pubblicata, apprendiamo la notizia della scomparsa di Tina Turner. Simply the best – Rest in Peace

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