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Zaporizhzhia: le reciproche accuse di Russia e Ucraina

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Zaporizhzhia: probabile disastro nucleare

La centrale nucleare di Zaporizhzhia è teatro oggi delle reciproche accuse di Russia e Ucraina, che preoccupano tutto il mondo per la possibilità di un disastro nucleare.

Ormai sappiamo che è da tempo che la centrale nucleare più grande d’Europa è in mano Russa, la quale ne ha preso il controllo durante la guerra in Ucraina.

A lanciare l’allarme è stata l’intelligence ucraina, la quale ha ipotizzato che la Russia voglia usare la centrale nucleare come arma a scopo terroristico. Ciò è dovuto all’informazione trapelata ieri che riguarda l’invito, rivolto da Mosca ai lavoratori russi nella centrale, di andarsene entro il 5 luglio.

La situazione di Zaporizhzhia

La centrale di Zaporizhzhia durante il conflitto è stata minata – si ipotizzava anche all’interno, cosa però smentita dalla AIEA, la quale è l’unica organizzazione internazionale a cui è stato permesso di entrare nella centrale – e successivamente approvvigionata di armi difensive.

Le preoccupazioni ucraine derivano dal fatto che ora, proprio a causa dell’offensiva di Kiev contro l’esercito russo, sia stato ordinando anche alle truppe che presidiavano la centrale di spostarsi verso sud. Una mossa che ha portato l’intelligence ucraina a ipotizzare che, sgomberando la centrale, Mosca la volesse usare come arma, dal momento che grazie alle mine avrebbe potuto farla detonare a distanza.

Tuttavia, il pericolo più grande ora non sembra essere questo, bensì il raffreddamento dei reattori della centrale, problema causato dalla distruzione (per mano russa) della diga di Kakhovka. La diga infatti, alta 30 metri e larga centinaia conteneva prima del crollo 19 km cubi di acqua, che veniva usata per l’agricoltura e per le necessità di 700.000 persone nel sud dell’Ucraina, per produrre energia idroelettrica e per i sistemi di raffreddamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Il 6 giugno è stata distrutta e ora la AIEA sta cercando una possibile soluzione.

Le parole di Zelensky

Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha riferito ad un gruppo di giornalisti spagnoli che “stanno discutendo la situazione della centrale con tutti i nostri partners in modo che tutti capiscano perché la Russia stia facendo questo e fare pressione politica alla Russia in modo che non possano nemmeno pensare di far accadere una cosa del genere”.

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Russia Dmitry Medvedev ha dichiarato che “un’apocalisse nucleare non solo è possibile, ma anche abbastanza probabile”, sottolineando come la situazione in Ucraina ora sia paragonabile, se non addirittura peggiore, degli anni della crisi dei missili di Cuba durante la guerra fredda. Ha anche ammesso che però una guerra nucleare in quest’epoca “non possa avere vincitori”.

Approfondimenti

La preoccupazione Ucraina
Le parole di Medvedev
Le parole di Zelenskyy
Le condizioni della centrale

 

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